RIO 2016 - Rossi si ferma a 2.17

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RIO 2016 - Rossi si ferma a 2.17

L’Olimpiade di San Marino si chiude con Eugenio Rossi che esce dallo Stadio Olimpico di Rio de Janeiro scuotendo il capo, mentre Usain Bolt è sulla linea di partenza dei 100 metri che lo consacreranno medaglia d’oro per la terza volta(dopo Pechino e Londra).

Alla gara di salto in alto di Rio 2016 il sammarinese non è riuscito a superare l’asticella posta a 2.22m, seconda misura dell’escalation programmata, dopo aver brillantemente superato i 2.17m d’entrata. Tre nulli che lo spediscono al 35esimo posto di una competizione (44 i concorrenti al via) che avrebbe potuto tranquillamente vedere il nome del giovane talento biancazzurro inserito nella zona alta. Per nessuno degli atleti in gara è stato necessario saltare i 2.31m fissati quale misura d’accesso alla finale (che si disputerà alle 20.30 brasiliane del 16 agosto) ma per 5 di loro è stato sufficiente, addirittura, un 2,26m. Rossi, che ha quale record personale 2,27m, è stato forse tradito dall’emozione di uno stadio esaurito in ogni settore. Con questa gara si chiude il programma degli atleti sammarinesi impegnati a Rio e già domani alcuni di loro rientreranno sul Titano accompagnati dal Presidente del CONS Gian Primo Giardi.



Giulio Ciotti (tecnico salto in alto): “Eugenio è un talento, e questo lo abbiamo affermato più volte, ma deve crescere. Deve crescere ancora tanto, deve lavorare sodo e impegnarsi. Deve capire che se è concentrato, se affronta le gare con la testa giusta e se si prepara a dovere può ottenere risultati che nemmeno lui si immagina. Quella di questa sera era la gara più importante di tutte, davanti ad uno Stadio pieno e davanti alle televisioni di mezzo mondo, qui non basta il talento, servono carattere ed esperienza e in questo noi abbiamo peccato. L’Olimpiade ha schiacciato Eugenio e il risultato è decisamente al disotto delle nostre aspettative. Ora dobbiamo metabolizzare tutto, dobbiamo rilassarci e cancellare i pensieri negativi. Poi ci metteremo a sedere ad un tavolo io e Eugenio e cominceremo a fare tutte quelle considerazioni necessarie per scrivere il futuro. Credetemi, io so che cosa può fare e dove può arrivare...”